"L'albero che canta"
  (Il didgeridoo e la respirazione circolare)  
di Claudio Ricciardi
Edizioni EUCOS, Roma 2007


Il testo apre con una Prefazione del compositore Roberto Laneri (docente al Conservatorio di Firenze) sul significato musicale dell'esperienza del suono, in particolare di quello vocale, che è sempre stato parte della tradizione di antiche culture in India, Mongolia, Siberia ed in particolare Tibet, il cui canto, conosciuto come “one voice chord”, presenta inconsuete ed affascinanti similitudini sonore con il didgeridoo degli aborigeni australiani.

Nell'Introduzione l'autore racconta la sua esperienza di canto armonico con il gruppo “Prima Materia”, prima formazione in Europa negli anni 70'. Con la conoscenza della Sardegna e della sua musica (le launeddas ed il canto a tenores) e la scoperta della cultura degli aborigeni australiani, ripercorre la sua storia personale legando questi due mondi, apparentemente così distanti, con quella tecnica strumentale, insolita ed inconsueta, conosciuta come “respirazione circolare”.
La descrizione organologica tradizionale del didgeridoo, aerofono polifonico caratteristico della tradizione aborigena, e la sua organologia moderna, viene inoltre iconograficamente rappresentata dal fotografo Antonio Sesta, insieme anche a strumenti, appartenenti ad altre tradizioni culturali, che utilizzano la medesima tecnica esecutiva.
Alcuni cenni storici sulla “respirazione circolare” praticata già dai Greci, dai Romani, e forse anche dagli Etruschi, ci ricollegano ad una storia non ancora del tutto chiarita né dimenticata.
Vengono affrontati gli elementi di base per suonare il didgeridoo: produzione del suono fondamentale, produzione dei suoni armonici, ritmo ed uso della voce, inserendolo in una complessa famiglia di strumenti polifonici.
Il corpo centrale del testo affronta il tema della tecnica della respirazione circolare. Attraverso semplici e progressivi esercizi da eseguire prima senza lo strumento e poi con lo strumento, viene facilitato l'apprendimento generalmente considerato molto difficile se non addirittura impossibile. Questa tecnica, infatti, consiste nella produzione di un suono continuo che, non bloccando la normale fisiologia della respirazione, costituisce la ben nota circolarità tra suono e respiro.
Infine le Appendici di vari collaboratori: gli antropologi Alberto Furlan (Ph. D. Università di Sydney), che ci riporta al mondo mitico del “tempo del sogno” degli aborigeni passando attraverso le pluriennali esperienze politiche di un popolo colpito da sempre dalla violenza della colonizzazione bianca ed Emiliano Bruner (Università “La Sapienza di Roma) con uno studio sulla struttura muscolare facciale implicata nella respirazione circolare; il fisico Ivo Bruner (Univ. “La Sapienza” di Roma) con uno studio sulla struttura acustica degli overtones prodotti dallo strumento; l'entomologo Maurizio Mei ( Univ. “La Sapienza” di Roma) con uno studio sulle termiti, maestre liutaie millenarie; lo studioso delle tecniche tradizionali Luca Di Giambattista; e le poesie di alcuni alunni di scuola elementare che l'insegnante Maria Grazia Argiolas ha sensibilizzato per l'ascolto a questi suoni inusuali.
Infine un'ampia bibliografia sulla musica etnica ed una discografia essenziale sullo strumento concludono il libro.
Allegato, in omaggio, è presente il CD Inside notes (durata 68':36”) con R. Laneri, pubblicato con la rivista World Music, n.50, 2001, nel quale è possibile ascoltare il didgeridoo (suonato dall'autore) in assolo con elaborazioni al computer (traccia n.5), assieme al clarinetto basso (traccia n.1), e poi con il canto armonico (traccia n.9). Sono presenti inoltre incisioni di canto armonico attuale ed una registrazione (traccia n.8), al teatro in Trastevere (1978), dello storico gruppo di “Prima Materia”, di cui l'autore è stato un componente essenziale per alcuni anni. Contatti:

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