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SOUND Il Funky esperienziale de Ipercussonici Ë una proposizione della mission del gruppo, transe cosciente, consapevole delle radici. Ricerca azione. Come dei segugi tra le nervature della terra si nutrono del gusto di musiche, danze, vibrazioni positive dai Blues Brothers di Chicago agli Aborigeni tra le formiche verdi in Australia, ricottari e cantastorie mediterranei, griot africani e berimbao. Ancient sounds for future funky, label internazionale del funky dub tecno etnico. VISION Se un altro mondo Ë possibile altri sono gi‡ stati, altri sterminati. La visione de Ipercussonici fluttua tra le ali delle culture vicine e lontane discende negli abissi in profondit‡ per piombare in un dancefloor senza confini di spazio e tempo per completare un messaggio possibile solo nel suo contenuto molteplice: suoni danze visioni, canzoni. MISSION Memoria, relazione, SCAMBI. Un groove che nel ritmo abbraccia usanze arcaiche e neopost industriali, celebrando il culto dell’estenzione multidimensionale. Il rispetto per le culture rinasce nell’apprendimento, liberando il corpo e la mente attraverso la percezione del vicino, una apertura tenue e solidale. Tutti in piazza: che bielloooooooooooooo
Ipercussonici praticano la fusione sperimentale tra ritmi, strumenti e modalità musicali provenienti da svariate culture tradizionali ed etniche, filtrandoli attraverso sonorità metropolitane come blues, rock, reggae ed elettronica. Il risultato di questo incontro è un intreccio ritmico-melodico ad alta tensione che funge da ponte tre culture, caratterizzate da diversi rapporti uomo natura. Ponte che travasa informazioni, valori e pratiche perdute quì ma non altrove.
Gli strumenti utilizzati per creare tali ponti sono ancora fortemente ancorati, nelle terre di origine, ad una tensione emotiva profonda, legata agli orizzonti mitico-simbolici propri di tali culture, tensione che si riflette non solo nella costruzione e nella trasmissione del sapere costruttivo necessario, ma anche nell’uso e nel contesto di condivisione della musica di tali strumenti.
Ipercussonici cercano di esplorare e far esplorare agli altri ,con umiltà e determinazione, questi scenari “lontani” provando ad essere viaggiatori e non turisti. Cerchiamo di stimolare la secrezione di un liquido magico - il sudore- attraverso l’uso di un azione magica: il danzare.
Alle radici del progetto stanno le passioni e le approfondite ricerche personali dei componenti su strumenti e tradizioni musicali diverse e distanti fra loro, ma i frutti di questo incontro escono decisamente dall’ambito della musica “etnica”. Dum Dum e Didjeridoo servono da drum&bass per le incursioni psichedeliche o sincopate del marranzano elettrico. Tamburello e Djembè tessono trame ritmiche siculo-africane su cui le voci tracciano semplici forme a larghi tratti geometrici.
L'incontro, in terra di Sicilia, tra ritmi e sonorità che spaziano dal Mediterraneo all'India, dall'Africa all'Australia, –e l'interazione di questi elementi tradizionali con le tecnologie e le sonorità elettroniche– permettono di creare una fusione inedita di antico & moderno, tradizionale & contemporaneo.
CurriculumLa band debutta nell'agosto 2002 aprendo per gli Agricantus durante la prima serata del festival Musiche Migranti a Riposto. Durante l'inverno 02/03 il trio-nucleo de ipercussonici ha dato vita, anche attraverso l'attività parallela dell’associazione Momu - Mondo di Musica (la scuola di musica e danza etnica che si occupa di ricerca e divulgazione delle culture etniche e tradizionali, da loro stessi fondata nel 2002) a numerose 'performance interattive', collaborando con svariati musicisti tra cui Alfio Antico, il mestre Zoi Nascimento dell'accademia di Capoeira Zumbì di Salvador de Bahia, il gruppo di musica popolare I petri c'addumunu di Enna, e con vari dj tra cui Luigi Barone, Marco Boccitto e Dj Pony di Feel Good Productions. Nello stesso periodo Ipercussonici hanno partecipato, singolarmente e come ensemble, a numerosi incontri dei laboratori di musica etnica curati da Luca Recupero per i medialab dell'Università di Catania, ed hanno realizzato un concerto-lezione per i ragazzi delle scuole medie all'interno del ciclo di matinées musicali organizzato dall'Associazione Musicale Etnea. Tra maggio e giugno del 2003 la registrazione del loro primo mini-cd autoprodotto 'Liotro', presentato al pubblico ai primi di Luglio con un concerto ai Mercati Generali (Catania). Un esordio discografico che “avrebbe bisogno di una produzione più accurata, ma mostra idee e originalità come raramente capita di sentire” (Gianluca Runza, Rumore, 10/03). Per quanto acerbo questo primo frutto ha già suscitato l’interesse di alcune etichette discografiche specializzate, le cui proposte per la pubblicazione di un album sono attualmente in fase di valutazione. Tra le esibizioni più rilevanti si segnalano nel 2003 alcuni importanti festival nazionali: Sonica True Vibes Festival di Palermo (unica band siciliana selezionata da una giuria nazionale di esperti), aprendo per Mario Venuti; Sicilia-Roma Festival (Roma), dove hanno condiviso il palco con Alì Babà e con i Tinturia. Dopo avere incorporato nell’estate 2004 la calda e promettente voce di Alice Ferrara, il gruppo partecipa tra gli altri al Festival Invasioni di Cosenza, chiudendo la serata dopo il concerto dei P.G.R., viene invitato al Percussionistica – World Rhythm Festival (Perugia), il più importante festival italiano del settore, con la direzione artistica del percussionista indiano Rashmi Bhatt, e vince a Napoli nel 2005 la IV edizione del festival nazionale Giovani Suoni. Recentemente, il gruppo ha riscosso grandi consensi al festival Vucciria – sonorità popolari contemporanee di Palermo, dove si è esibito al fianco di artisti come Alfio Antico, Etta Scollo, Carlo Muratori, Lautari, Beati Paoli, e molti altri
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