RECENSIONE CONCERTO XAVIER RUDD

Eccomi finalmente ad avere un po’ di tempo per raccontarvi il concerto di Xavier Rudd dello scorso 7 luglio.

Prima di tutto vorrei sottolineare la bellezza della location: i laghetti di Villa Ada, una delle ville più belle di Roma, frequentata solitamente da ragazzi, giovani musicisti che si esercitano sul proprio strumento (anche io andavo lì a suonare il didgeridoo circa una decina di anni fa), giocolieri e studenti; un bellissimo posto immerso nel verde.

 

Il concerto era all’interno della rassegna “Roma incontra il mondo”, che da diversi anni ospita concerti di musica multietnica e non solo, spesso molto interessanti e di qualità.

 

Xavier Rudd in questo concerto ha presentato il suo ultimo cd “Nanna”, e a differenza di altre volte in cui era solo sul palco e spiccavano le sue doti di polistrumentista, questa volta era accompagnato da ben sette musicisti provenienti da diverse parti del mondo: due coriste, un trombettista, un sassofonista/flautista, un percussionista/batterista, un musicista al basso e uno alle tastiere.

 

Il concerto è iniziato con un breve assolo di didgeridoo che la gente sotto il palco, saranno state a occhio circa 400 persone, ha accolto con un entusiasmo sorprendente, come se avesse sentito il suonatore più bravo del mondo! Xavier Rudd non è male a suonare il didgeridoo, trovo abbia molto gusto, ma non è certamente  un virtuoso. E’ un musicista completo che canta con una voce accattivante, suona bene la chitarra e scrive testi e musiche delle sue canzoni, per cui tanto di cappello.

 

Il concerto (purtroppo per gli amanti del didgeridoo) ha avuto per lo più un’impronta reggae, avendo il suo nuovo disco queste sonorità, per cui alla fine i pezzi in cui ha suonato il didgeridoo sono stati soltanto tre; il migliore è stato sicuramente l’ultimo, dove ha duettato con il percussionista/batterista, che si è rivelato un vero e proprio portento.

Personalmente preferisco sonorità più varie presenti in altri suoi dischi, come “Spirit Bird” e “To Let”, ma le persone presenti al concerto sembravano apprezzare molto; ovviamente grandi applausi e urla copiose quando ha cantato il tormentone “Follow the sun”.

 

Io e mia moglie Martina, siccome eravamo con nostra figlia Nina di cinque mesi, siamo rimasti un po’ defilati per evitare che il suono troppo elevato potesse disturbare i suoi giovani timpani, ma devo dire che nonostante ciò anche lei ha apprezzato molto il concerto, visto che alla terza canzone stava già sonnecchiando amabilmente.

 

Prima di assistere al concerto mi domandavo perché visto che Xavier Rudd si trovava in Italia, non fosse stato invitato al Didjin’OZ, ma dopo aver visto per intero la sua performance, tutto è stato più chiaro. Probabilmente un pubblico abituato a Dubravko Lapaine, Ondrej Smeykal, Wild Marmalade, assetato di didgeridoo più di ogni altra cosa, sarebbe rimasto con l’amaro in bocca. Xavier Rudd fa una musica piacevole, ma più commerciale, dove ogni tanto inserisce il didgeridoo; non è il didgeridoo il centro della sua musica, per cui il suo genere si addice maggiormente ad un festival di musica dal mondo, piuttosto che ad uno dedicato interamente al didgeridoo.

 

Tirando le somme mi sono divertito, è stato un bel concerto, i musicisti erano davvero molto bravi, ho incontrato alcuni amici che non vedevo da un po’, e la serata è stata piacevole, lontano dall’afa cittadina.

E poi quando si ascolta buona musica, il posto è magnifico e le persone con cui stai sono le più importanti della tua vita, cosa si può volere di più?

  

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