WORKSHOP CON “LIES BEJIRINCK”

Data: 07/10/2006

Luogo: conservatorio Verdi Milano

Durata: 2.5h

Costo: 25€

Livello di difficoltà (in una scala da 1 a 5): 4

 

Dispense: un riassunto dell’intera lezione inviata via email.

Lingua: Inglese

Partecipanti: 5

Argomenti trattati:

Come creare un pattern e come variarne la metrica; utilizzo della voce e del toot in specifici punti del pattern per variarne l’accento; respirazione di guance per la creazione del “whobble” (letteralmente vibrato); respirazione addominale per comporre ritmi; respirazione di mandibola e dowble jaw; effetto tromba: il ruolo delle labbra, della lingua e respirazione sul Toot.

Commenti: Il seminario è iniziato in modo puntuale e con una breve presentazione come di consueto.

Lies parla in modo decisamente chiaro e semplice in Inglese (seconda lingua in Olanda). Anche chi non se la cavava benissimo con l’inglese ha ricevuto adeguato supporto dall’insegnante.

Nelle due ore e mezza Lies ha spiegato tuti gli argomenti con chiarezza spendendo adeguatamente il tempo diviso tra la parte teorica e la parte pratica che non è mai stata eccessiva, un workshop abbastanza ricco in sostanza. Tutti gli argomenti trattati richiedono un apprendimento abbastanza lungo e costante nel tempo, in special modo, il “whobble” e il “dowble jaw”.

La parte dedicata alla costruzione di ritmi ed accenti è una sorta di inizio per comporre i primi ritmi “a tavolino” piuttosto che in maniera casuale; aspetto questo concettualmente semplicissimo ma che richiederà impegno per applicare queste conoscenze magari con qualche nozione musicale per scrivere alcuni ritmi su carta.

L’utilizzo del Toot, soprattutto in inspirazione è stata la parte che ha destato il maggior interesse dei partecipanti. Tecnica molto interessante che appare nuova per alcuni suonatori, si presta bene su ritmi veloci e su alcuni virtuosismi; è in realtà una tecnica che non viene avvertita dal pubblico (che ascolta la musica e non come questa è suonata).

Nell’insieme un seminario ben riuscito, che ha lasciato molto materiale su cui lavorare e, considerando anche il costo particolarmente conveniente avrebbe meritato una maggiore partecipazione del pubblico.

Andrea Ferroni http://www.andreaferroni.it

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