RECENSIONE FESTIVAL ” SWIZZERIDOO”

Lo Swizzeridoo, nella sua nuova veste, è un piccolo “festival” dedicato al didgeridoo che, come suggerito dal nome, si trova in Svizzera, a Berna.

Fondato nel 2000 da Roman Buss, è stato organizzato periodicamente sino al 2009 per poi essere interrotto per motivi economici.

Il 12 settembre del 2014, ha riaperto

i battenti con lo spirito di non chiuderli più e noi siamo andati a vedere in occasione di questo piccolo evento storico rinnovato!

Lo Swizzeridoo si trova in un classico quartiere residenziale di Berna, all’interno di una piccola scuola di musica, in una via nascosta, facilmente individuabile dai cartelli affissi per le strade adiacenti.
È disponibile addirittura un parcheggio gratis alla stazione dei treni più vicina, a patto di mostrare il flyer del festival.

Qui potete vedere meglio la location del festival.
Rosenweg 37, 3007 Bern, Svizzera

Arrivati allo Swizzeridoo, quello che si presenta è un accogliente spazio a due piani, con qualche piccola porta che da sulla sala concerti, il bar e lo spazio allestito per la cena.
Immancabili gli stand di didgeridoo, dove al di là dei soliti professionisti del settore è stata data la possibilità anche a ragazzi più giovani, ma altrettanto capaci, di esporre i propri strumenti.

Tasto dolente, i prezzi, complice la Svizzera:
Circa 40 euro di ingresso per due giorni.
20 euro per un semplice pasto indiano a base di riso e salse.
3 euro per una birra da 33 cl (ma comunque non di scarsa qualità)

La sala dei concerti era in rapporto alla grandezza complessiva, né troppo grande, né troppo piccola.
Un service audio e luci molto semplice di buona qualità, gestito da gente capace, è riuscito a rendere al meglio quello che avveniva sul palco, almeno nelle prime file.
I concerti iniziavano verso le 17 e finivano verso le 23, con una durata che oscillava tra la mezz’ora all’ora intera con brevi pause per consentire l’allestimento del concerto successivo.
Sono riuscito a monopolizzare un posto in prima fila esattamente al centro della sala, per poter godere al meglio degli spettacoli.
Sfortunatamente, a parte gli artisti non svizzeri e gli interventi della presentatrice, la lingua sul palco era il tedesco, quindi spesso mi trovavo a ridere quando gli altri ridevano ed applaudire per convenzione.

Una cosa che ho apprezzato tantissimo, è stata la possibilità di ascoltare anche i vecchi big del didgeridoo oldschool, di cui parlerò in seguito.

Di seguito la scaletta dei concerti:

Prima sera:

Wiiliam Thoren

Monika Güttinger

Denra Dürr

Ondrej Smeykal

Seconda sera:

Romandidge

William Goldschmidt

Naturton
Willi Grimm & Gerard Widmer

the-BAR-mates
Bruce Rogers & Roman Buss

Dubravko Lapaine

Sfortunatamente non siamo riusciti a sentire William Thoren e poi, insieme, Tom Fronza.

Il concerto di Monika Güttinger, tecnicamente molto semplice, è stato accompagnato da un lato narrativo, ogni brano è stato introdotto da un breve discorso, una poesia e la presentazione di due quadri piuttosto psichedelici ed un breve didgeridoo duo, fra lei e un suo amico, uno spettacolo semplice, che forse può risultare un po’ noioso per i più pretenziosi, ma che comunque è piaciuto.

Denra Durr, suonatore storico, famoso per la pulizia del suono e gli armonici marcatissimi, si è esibito dopo tanti anni di silenzio quella sera.
Con uno stile molto melodico e a tratti “meditativo” è riuscito a non cadere nel noioso e nel banale, proponendo brani molto interessanti.
Belli anche i brani di “story-telling”, dove il didgeridoo veniva usato per “raccontare” onomatopeicamente ciò che accadeva all’interno della storia.

Era la prima volta che sentivo Ondrej Smeykal dal vivo e mi si è aperto un mondo.
Simpatico ed eccentrico, ha proposto sia brani non convenzionali, come le canzoni popolari ceche, che il suo famoso stile di suonata.
I concerti si Smeykal possono risultare molto pesanti:
Poca presenza scenica, brani molto veloci, complessi e ripetitivi o lunghe litanie in una lingua incomprensibile ai più.
Se si riesce però a entrare nel mood dello spettacolo, si può scoprire davvero un musicista capace, sotto tutti i punti di vista.
Avendolo ascoltato con attenzione e coinvolgimento, mi ha ricordato molto la stessa sensazione d’ascolto della musica minimalista, con l’aiuto della psicoacustica riesce a creare una base ripetitiva e semplice legandoci alla perfezione un fraseggio molto essenziale e in continuo mutamento.
Chiudete gli occhi, spegnete la testa e overclockate le orecchie.

Romandidge è una neonata associazione di didgeridoo svizzera, che come indica il nome, si trova nella Svizzera romanda.
Sul palco si sono esibiti Laurent Constantin, Ludovico Winkler ed Eric Marclay, tre giovani ragazzi con diversi didgeridoo, una chitarra e un alphorn-didge, cioè un alphorn a cui è stata rimossa l’imboccatura tradizionale per poter essere suonato come un didgeridoo.
Nonostante l’agitazione iniziale da palcoscenico, hanno fatto una bella figura, risultando simpatici e divertenti.

William Goldschimdt è un giovane ragazzo italiano, studente presso la Scuola di Didgeridoo dell’associazione di Ferroni con un grande talento musicale.
Questo era il suo primo concerto ufficiale ad un evento di didgeridoo, ed è riuscito a gestirlo al meglio, nonostante suoni da pochissimo, circa due anni, ha dimostrando molta sicurezza sul palco e brani avvincenti, estremamente ballabili ma anche molto suggestivi.
Willi si diletta anche con la beatbox che riesce ad applicare perfettamente al didgeridoo, creando sonorità davvero moderne, da classici beat dubstep alla drum n bass più elettronica.
Un bello stile, ritmico, veloce, variegato, diverso dalla solita beatbox “alla francese”.

Will Grimm, uno dei primi suonatori di didgeridoo europei e Gerard Widmer alla fujara, formano il gruppo ambient/sperimentale Naturton.
Qui è dove, come anche con Denra Durr, i più anziani della scena hanno potuto rivivere le memorie dei “bei vecchi tempi”, si parla forse di una decina d’anni fa, quando il didgeridoo iniziava a spopolare in Italia, internet non esisteva come oggi e ancora un pezzo da 10 minuti puramente ambient veniva accolto benissimo da tutti i presenti ascoltatori.
Senza nulla togliere alla bravura, il mito e la profondità musicale di Will Grimm, sono rimasto un po’ annoiato dalle sue esibizioni soliste di didgeridoo, un genere che non ha niente a che vedere con quello a cui siamo abituati oggi.
Per quanto riguarda l’esibizione solista di Gerard Widmer, non avevo mai sentito una fujara dal vivo suonata per davvero e ne sono rimasto molto affascinato: è stato in grado di ottenere sonorità davvero particolari.
The-BAR-mates, già il nome è un programma.
Dopo anni di silenzio, questi due simpaticoni, Roman Buss, organizzatore dello Swizzeridoo e musicista e Bruce Rogers, famoso costruttore australiano, hanno deciso di dare vita a questo progetto musicale dopo essersi ritrovati in un….bar.
Data l’amicizia e la simpatia innata dei due (abbiamo dedotto con facilità che anche la birra fosse stata d’aiuto) lo spettacolo è stato veramente divertente e comico.
Principalmente due didgeridoo con l’aggiunta di colpi di grancassa, djembe e cajon, spettacolo ben riuscito anche se a tratti un po’ confuso data la densità sonora di due didgeridoo suonati insieme.

Dubravko Lapaine non ha bisogno di presentazioni.
Avevo già avuto il piacere di ascoltarlo a Didjin’Oz, nel teatrino causa pioggia e ci ero rimasto molto male.
L’avevo trovato pesante e noioso, probabilmente ero stato condizionato dal caldo insopportabile, l’anziana signora che continuava a lamentarsi alla mia sinistra e la mia ex fidanzata che si addormentava sulla destra.
Allo Swizzeridoo è stata tutta un’altra cosa, molto bravo, mi è piaciuto tantissimo musicalmente parlando.
Qualche parola va spesa anche per la scena in sé, dove la teatralità, la gestualità e l’ estetica sono fattori molto ricercati.
Anche i discorsi, che ho ascoltato con attenzione, mi sono piaciuti molto, per quanto “cosmici” e “astratti” avevano un senso compiuto e aiutavano a immergersi nel carattere particolare del suo show.

Tutto sommato, un’esperienza che rifarei volentieri, un posto davvero accogliente e un servizio molto buono.
Di seguito qualche immagine gentilmente concessa da László Prucz, uno dei fotografi ufficiali (info e contatti a fondo del post) e qualche video preso da youtube:

Ed alcuni video: Romandidge
William Thoren

Ondrej Smeykal

E poi…….. William Goldschmidt!

Si ringrazia László Prucz, uno dei fotografi ufficiali, per averci gentilmente passato le sue foto, qui un po’ di info e contatti. Grazie mille!

Dreamtime-Art, la pagina facebook.

Ed il suo sito web: http://www.dreamtime-art.com/

Ed in ultimo, volevo ringraziare tutti i miei compagni di viaggio, Ferroni, Rachele, Willi e Fabri, grazie ragazzi!

Fabio Goldaniga