MANUTENZIONE DEL DIDGERIDOO

Questo articolo per conoscere l’indispensabile per la cura del vostro didgeridoo.

OLIATURA: Riportiamo anche questa pratica nonostante sia ormai sorpassata dall’avvento di nuovi materiali e/o trattamenti. Essa infatti vale solo ed esclusivamente per strumenti in legno di qualsiasi genere che non abbiano subito comuni trattamenti di verniciatura interna. Il didgeridoo va periodicamente oliato con olio di mandorle, lo stesso usato per gli altri strumenti in legno come l’oboe e il flauto. E’ bene effettuare l’oliatura ogni qual volta le condizioni atmosferiche

(pressione, umidità,temperatura) possono cambiare: prima di un viaggio o al variare delle stagioni. L’olio va fatto scivolare dentro lo strumento più volte in modo da ricoprire tutta la parte interna. Solitamente si usa tenere lo strumento verticale appoggiato in un catino in modo da poter recuperare l’olio che cola per riutilizzarlo. Se il didgeridoo esternamente non è protetto da vernici o cere è bene oliarlo anche fuori. Va da sé che, qualora un didgeridoo fosse in materiale plastico o in legno integralmente verniciato, l’utilizzo di oli è sconsigliato.

RIPARAZIONI: Può succedere che lungo la superfice del didgeridoo si aprano delle crepe per via dell’eccessiva umidità assorbita in modo diseguale tra interno ed esterno dello strumento. Questo fatto può accadere con grande probabilità a meno che lo strumento non sia già trattato internamente con vernici impermeabilizzanti. Senza trattamento infatti verranno a crearsi tensioni interne sufficienti a far nascere e propagare anche lunghe crepe. Spesso si è creduto che fossero causate da eccessiva vibrazione, ma possiamo escludere questo aspetto. Cambi climatici repentini, potrebbero aggravare quanto appena detto. Mai lasciare un didgeridoo umido di condensa, all’interno di un automobile, sotto il sole cocente di Luglio.

Qualora accadesse, non c’è da preoccuparsi, sarà sufficiente riempire la crepa infiltrando un’adeguata quantità di colla vinilica idroresistente, classificata D3, espresso in etichetta. Poi lasciare asciugare per un paio di giorni.

Potrebbe essere una buona idea impermeabilizzare l’interno con vernice all’acqua prima di svolgere la riparazione.

In molti consigliano di mescolare la colla vinilica a segatura per fini estetici. Ciò può funzionare se siamo sufficientemente esperti e se la crepa è sufficientemente larga. In tutti gli altri casi, non mi preoccuperei per l’estetica che è un fatto del tutto secondario.

BOCCHINO IN CERA: Il bocchino del didgeridoo è originalmente in cera d’api anche se alcuni sono in gomma o in legno ricavato direttamente dal corpo dello strumento. Lo scopo della cera è esclusivamente quello di proteggere le labbra dagli spigoli taglienti del legno e quello di restringere il diametro eventualmente troppo largo dell’imboccatura. Se il diametro dell’imboccaura è fra i 3-4 cm e non presenta asperità taglienti la cera NON SERVE. Su strumenti di nuova costruzione, in legno o in altri materiali, la forma del bocchino è da preferirsi in corpo unico col didgeridoo. Si avranno meno problemi legati a igiene o relativi a piccoli urti.
Fatto un lavoro per bene non dovremo perdere più tempo a rimuovere e rimpiazzare la cera.

Se un bocchino fisso non fosse possibile da realizzare per limiti tecnici o per scarsa manualità, ci sono due modi per preparare un buon bocchino: il primo prevede lo scioglimento della cera a bagno maria e la successiva immersione della “bocca” del didgeridoo; andrà poi modellato secondo i propri gusti. Il secondo invece prevede l’applicazione di piccole strisce di cera riscaldate con le mani che verranno pressate sulla “bocca” del didgeridoo fino ad ottenere la forma desiderata. Il secondo metodo è un pò più grossolano ma funziona ed evita di imbrattare pentolini e pavimenti della cucina 🙂

PULITURA: La presenza della cera, la condensa e la saliva col tempo faranno si che il didgeridoo emani un odore poco piacevole. Per eliminarlo ci sono diversi modi. Alcuni “aromatizzano” lo strumento con gocce di olio essenziale oppure lo fanno penzolare in modo che il fumo di un cono d’incenso vi entri dentro. Questi metodi servono solo a coprire l’odore ma non risolvono il problema che si ripresenterà in breve tempo.
Il trattamento che appare più corretto oggigiorno, su strumenti in materiali plastici e/o legni integralmente verniciati (dentro e fuori) consiste nel lavare con acqua corrente e del detergente tutto lo strumento ogni qual volta lo si desideri.
Importante l’accuratezza dell’igiene nel primo tratto vicino al bocchino.
Per questioni acustiche che non ha senso dibattere in questa pagina, ricordate che polvere germi e batteri che abitano la prossimità dello strumento vicino al bocchino hanno la certezza di entrare nella bocca del suonatore non appena inizierà a far vibrare le labbra.
Non più spaventoso rispetto a salire su un pullman o in treno affollati, ma un po’ di attenzione per voi e lo strumento, spendetela.

di Ilario Vannucchi, rivisto e corretto da Andrea Ferroni 

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