MATERIALI E SPESSORI

Andrea, quale nota e timbro ha il didgeridoo che suoni nel cd didattico”The didgeridoo discovery”? Potrebbe essere possibile che uno strumento in legno abbia le stesse caratteristiche sonore ? 
Ringraziandoti anticipatamente ti saluto. 
Gabriele Sella 

Ciao Gabriele, il didgeridoo utilizzato nel CD didattico è un MI (leggermente calante dato che non avevo particolari esigenze di intonazione). Lo puoi vedere all’interno della copertina del CD stesso.

La maggioranza dei suonatori di didgeridoo, almeno in principio, preferisce suonare ed ascoltare didgeridoo di legno, meglio ancora di eucalipto.

La scelta di utilizzare un didgeridoo in vetroresina, non è stata decisa per andare in controtendenza, ma per semplicità nel poter realizzare una copia identica per i miei allievi. Anche se è possibile replicare un didgeridoo in legno, questa operazione richiede maggior tempo ed attenzione, mentre replicare un didgeridoo in vetroresina è più immediato perché è sufficiente riutilizzare il medesimo stampo.

Poter suonare con uno strumento del tutto simile a quello del CD didattico dovrebbe facilitare lo studio, o per lo meno fa cadere, le scuse, che tutti noi suonatori “inventiamo, quando stiamo imparando, in altre parole: “a me non viene bene ma forse è colpa del didge”, “il suo suono è più pulito perché utilizza un altro materiale”, “lui usa una differente imboccatura” e così via.

Tornando alla tua domanda, si, è possibile. Un didgeridoo in legno ed un didgeridoo in vetroresina avranno le stesse caratteristiche sonore (tonalità e timbro) a patto che abbiano la stessa identica forma interna.

Questo argomento è stato spesso dibattuto durante i vari incontri, raduni, festival e sui forum, internet, etc.

Spesso si è tratti in inganno confrontando due didgeridoo che non hanno solo un materiale diverso, ma strumenti che hanno anche lunghezze e diametri completamente differenti. Alcuni di questi, seppur esternamente possono sembrare simili, bisogna tener presente che non è mai la forma esterna a dargli la tonalità ed il timbro, ma esclusivamente la forma interna.

La ragione risiede nella definizione dello strumento che suoniamo.

Il didgeridoo fa parte della famiglia degli aerofoni cosiddetti risonanti e per definizione il suono emesso da questi strumenti è dato quasi esclusivamente dalla forma interna dello strumento; mentre differenze timbriche sono date dal tipo di ancia (ad esempio labiale nel caso del didgeridoo, singola per il sax, doppia per l’oboe n.d.r.).

Sui sax, oboi, flauti ed altri strumenti melodici non è possibile agire più di tanto sulla forma dello strumento

(generalmente conico o cilindrico) perché altrimenti si andrebbe a modificare in modo significativo l’intonazione delle singole note… le quali non sarebbero intonate soprattutto nei loro intervalli armonici (ma questo argomento è troppo complesso per essere trattato qui).

Invece, sul didgeridoo, suonando principalmente una solo nota e rimanendo spesso più liberi nella intonazione dei toot, si possono ottenere grandi differenze timbriche agendo sulle forme della colonna d’aria.

Se fosse necessaria un’ulteriore conferma, Adolph Sax (inventore del sassofono n.d.r.) dopo aver compiuto numerosi studi e sperimentazioni, formulò la legge che afferma: “il timbro di un suono è determinato dalle proporzioni della colonna d’aria e non dal materiale del corpo che la contiene.”.

Cambiare materiale, magari con uno più pregiato o costoso, può essere fatto per il piacere al tatto, per appagare la vista, per il legame che si ha con un materiale piuttosto di un altro oppure per motivi di ordine pratico quali leggerezza e stabilità.

Puoi ascoltare una traccia audio in cui si possono sentire i due strumenti consecutivamente:

http://www.windproject.it/mp3/resina%20e%20legno%20confronto.mp3

Il primo in resina, il secondo in castagno.

Andrea ti domando un’altra cosa che non mi è chiara dopo le tue spiegazioni: in uno strumento in legno od in altro materiale non ha influenza sulle caratteristiche sonore nemmeno lo spessore del corpo dello strumento ? Ovvero, uno strumento pesante perchè ha uno spessore del tubo considerevole puo’ suonare diversamente da uno con medesima forma interna ma spessore del tubo nettamente inferiore? La vibrazione del corpo del didgeridoo quando si suona non crea nessuna risonanza che modifichi il suono? 

L’esempio riportato nella tua domanda è assai raro da verificare, dato che non è così semplice trovare due strumenti con identica lunghezza e diametro interno ma diverso spessore.

Spesso si tende a pensare, paragonando due didgeridoo di forma esterna simile, che quello con le pareti più spesse abbia un suono più stridulo o duro, mentre quello con le pareti più fini sia più delicato all’ascolto; in realtà è diversa nuovamente la forma interna.

Per rispondere alla tua domanda: ciò che varia tra un didgeridoo di massa maggiore o minore è la sua inerzia; spiegare questo concetto a chi non ha dimestichezza con la fisica, la trasmissione del suono e la psicoacustica è fuorviante e creerebbe inutili confusioni.

In breve, ti posso dire che al variare della massa (e rigidità) del corpo dello strumento può variare la sensazione che prova il suonatore mentre lo suona. Questa sensazione rimane in ogni modo di entità limitata ed è indipendente dal materiale. Se chi compra lo strumento sa indicare quali sono le sue preferenze, è possibile eseguire una serie di modifiche o apportare migliorie notevoli.

Purtroppo o per fortuna (dato che le medaglie hanno sempre due facce) la scena del didgeridoo deve ancora crescere e migliorare, quindi è raro che qualcuno mi chieda espressamente uno strumento con delle caratteristiche così rigorose.

È più facile trovare una persona molto confusa, che non sa assolutamente come scegliere un didgeridoo partendo dal suo timbro, che è poi la cosa più importante, prima ancora che la sua nota fondamentale!

A presto

Andrea Ferroni www.andreaferroni.it

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