NICOLE KIDMAN E IL DIDGERIDOO

Qual’è il problema? Che Nicole non avrà più figli? E chissenefrega ! Ma allora perchè alcuni clan aborigeni si sentono offesi? Forse in verità è la scenetta del balletto che mette in ridicolo la millenaria cultura degli antipodi ad offendere le popolazioni aborigenee. Ma allora lasciamo stare la Kidman e prendiamocela con i due ballerini ammesso che ne valga la pena.

 

Ma poi siamo sicuri che sia giusto far passare tutti gli aborigeni per antipatici?

Ma quanti aborigeni si sono offesi?

e soprattutto quali? Cos’hanno detto di preciso?

In molti Clan aborigeni alle donne è permesso suonare il didgeridoo. Non nelle cerimonie sacre dove viene usato lo strumento a fiato (iniziazione maschile per esempio), ma sono libere di poter ‘strimpellare’ per il loro piacere. In alcuni clan invece è assolutamente vietato anche il solo toccare lo strumento.

Tempo fa mi dissero che però questo succedeva soprattutto al centro-sud Australia, dove in verità il didgeridoo non è uno strumento tradizionale. Si perchè l’Yidaki (il vero nome del didgeridoo per la popolazione Yolngu) proviene dall’Arnhem Land, una zona dell’estremo nord australiano. Nel centro e nel sud Australia fino a 100 anni fa il didgeridoo non era suonato da nessuno. Forse era conosciuto per via dei contatti con i clan del nord ma non è mai stato uno strumento tradizionale in queste zone anche a causa della mancanza di termitai; si perchè il didgeridoo è scavato internamente dalle termiti (white ants).

Ma allora dove sta il problema?

Il problema è che in alcuni clan si credeva che il didgeridoo portasse sterilità alla donna, in altri clan invece era vero il contrario, cioè che suonarlo avrebbe favorito un parto gemellare, che per una popolazione nomade è visto come un grave problema. Da qui è nato questo tabù veramente molto sentito da alcune popolazioni aborigene, tanto che molte persone del campo (suonatori di didgeridoo, esperti di cultura aborigena) non hanno più voglia di capire se le donne possono o meno suonare questo strumento, soprattutto se non aborigene.

Certo c’è in ballo il rispetto per una cultura. Io faccio sempre degli esempi stupidi ma chiarificatori:

Ci siamo mai lamentati degli americani che mettono la marmellata o il ketchup sugli spaghetti e sulla pizza?

Ci siamo mai lamentati di come alcuni gruppi rock aborigeni australiani suonano la chitarra in modo per niente consono agli insegnamenti del maestro Andrés Segovia?

Ma soprattutto ci siamo mai lamentati del fatto che marchiare a fuoco giovani adolescenti o procurargli tagli dolorosissimi per permettere il passaggio all’età adulta è del tutto contrario al nostro modo di vivere e di rispettare la persona?

Le culture sono molte e molto varie. E’ giusto rispettarle. Ma è giusto che siano considerate nel loro contesto storico culturale ed è giusto che i depositari delle culture stesse siano in grado di gestire certi tabù con buon senso.

Ilario Vannucchi – www.ilariovannucchi.it

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