RITORNELLI ORECCHIABILI – PUBBLICATO SU FOCUS

A fine 2010, scrissi un articoletto per la rivista Focus… una rivista tra le poche che apprezzo.

La domanda che fecero era:

Qual è il brano che non riuscite a togliervi dalla testa? Un metodo per fermare la musica? 

 

Avrei preferito pubblicare la scansione del testo ma, purtroppo non ho copia di quel numero.

In generale, per poterci rimanere in testa, un motivo deve essere “orecchiabile”. Cioè deve contenere alcune caratteristiche necessarie alla facile assimilazione e memorizzazione principalmente della linea melodica ma anche della struttura ritmica.

Queste possono quindi variare in base alla cultura di riferimento. In tutta l’Europa si utilizzano scale basate su sette suoni (seppur in modalità diverse). In Cina si privilegiano scale basate su cinque suoni. In India invece si utilizzano scale di 22 microtoni sull’intera ottava (da do a do). Anche le strutture ritmiche possono variare notevolmente. In europa occidentale si utilizzano principalmente ritmi in 4/4 mentre nell’Europa orientale si utilizzano moltissimi ritmi dispari, ecc.

E’ ovvio che a seconda della cultura, sia più semplice ricordare, e quindi canticchiare a mente, motivi provenienti dalla propria cultura o da culture che abbiano una complessità formale minore. Cioè per un italiano è generalmente più semplice canticchiare un brano basato su una scala pentatonica piuttosto che un raga indiano.

La musica che più si presta a essere memorizzata e che “non si leva dalla testa” dovrebbe essere quella composta da brani semplici, che abbiano melodie basate su salti di tono o semitono (do-re, re-mi, mi-fa, ecc.) o di salti di terza e quinta (do-mi, do-sol) ripetuti e contenenti in modo sovrabbondante alcune note “importanti”, la tonica e la dominante in principal modo e la sensibile (rispettivamente do, sol, mi nella scala di do maggiore). Tutte le altre note sono usate per passare da una all’altra di queste note.

Un esempio per spiegare questo concetto. Immaginate, di una tastiera o un pianoforte, solo i tasti bianchi. Si potrebbe suonare con un dito a partite da un do. Poi, muovendosi salendo e discendendo sulla tastiera senza saltare alcun tasto si possono suonare una dozzina di tasti di estensione. Dopo vari tentativi dovrebbe essere possibile rivcordare una breve melodia assimilabile ad un “tormentone”.

Molti brani elementari sono composti in questo modo. Brani radiofonici hanno addirittura estensioni di gran lunga minori; brani dedicati all’infanzia ancora minori.

Questo è il motivo per cui, sovente, le musiche per bambini sono le più temute dagli adulti proprio per la difficoltà di “scacciarle dalla mente”.

Tuttavia ci tengo a precisare che i bambini sono i più aperti all’ascolto di musiche difficili, colte, etniche, ecc. perché non hanno ancora acquisito filtri adeguati a limitare l’ascolto a generi specifici. Sarebbe auspicabile invogliarli all’ascolto più ampio possibile.

In base al livello di cultura musicale, per cercare spunti di interesse e novità, l’ascoltatore tende a privilegiare l’ascolto di brani con complessità formale di volta in volta maggiore. Da cui spesso le critiche rivolte alla musica cosiddetta commerciale dai vari “intenditori”.

Questa lunga introduzione per rispondere al vostro quesito.

Qual è il brano che non riuscite a togliervi dalla testa?

Generalmente è l’ultimo brano ascoltato prima di spegnere la radio, l’autoradio, dopo l’uscita dal supermercato, dal negozio o da qualunque posto prima di entrare in un luogo in cui non vi è musica di sottofondo. Nel nuovo ambiente si continuerà a canticchiare l’ultimo motivo ascoltato (o il suo ritornello che in genere è più elementare).

Un metodo per fermare la musica?

Se volete togliervi dalla testa un brano che vi tormenta è semplice. Basta ascoltare un altro brano che vi piace, magari più complesso o che conosciate meno. Un brano jazz o di musica classica potrebbero essere ottimi se vi piacciono. In alternativa accendete la radio anche se, in questo caso, correrete il rischio di essere tormentati nuovamente da un altro ritornello.

 

Andrea Ferroni www.andreaferroni.it

per Focus: www.focus.it