Multidrone Music – William Thoren (2016)

Questo è uno di quei CD molto lontano dai miei gusti, davvero tanto. Ma è un lavoro superbo. Innanzitutto perchè è diverso. Non ha molto in comune con la vecchia scuola del didgeridoo, ma neanche ha similitudini con la scuola francese o con l’europa dell’est.
William suona uno strumento che ha creato da sè, lo chiama multidrone. E’ anch’esso differente da altri didgeridoo che io a

bbia suonato. Ed il suono, se ci si ostinasse a suonare ciò che già si conosce dell’ old school, potrebbe essere addirittura sgradevole e sgraziato.
Eppure lo stile e la forma si incontrano.
Un didgeridoo molto stretto e cilindrico per una prima parte, si allarga velocemente con un breve cono per finire con la parte terminale larga e nuovamente cilindrica.
Senza tediarvi sulle caratteristiche acustiche di questo strumento, è esattamente la forma adeguata a creare una maggiore amplificazione di più frequenze. Da qui multidrone.
Rimane possibile suonare la nota base e i vari toot, ma ancor di più è possibile suonare degli “overdrive” (così li sentii chiamare la prima volta nel 2002 da Matthias Mueller: http://www.windproject.it/didgeridoo-discovery/9-6-jaw-drop-e-overdrive/ ) note a metà tra la nota base e il primo toot.
Allo stesso tempo il timbro di questo strumento appare più sgraziato, ruvido, l’intonazione è più incerta. Gli armonici (realizzati tramite posture della lingua) sono quasi completamente mascherati.

Insomma il didgeridoo solo non mi piace molto.
Ma in questo CD esce prepotentemente il frutto di lunghissime ore di lavoro.
Un didgeridoo suonato anche in modo virtuoso, accompagnato da basi elettroniche, campionamenti (purtroppo non so dire di più e non ho voglia di disturbare William per ulteriori informazioni, poco importa); il tutto rende i brani orecchiabili, ballabili, energetici. E’ raro che mi venga da muovermi ascoltando il didgerido. Ma questo CD è davero ben fatto. Un piccolo capolavoro per cui vorrei nuovamente sottolinearne l’unicità.
Ci sta bene anche in auto a tutto volume in una strada rurale in buona compagnia.
Tutto ciò vi dovrebbe bastare per aprire il link su spotify ed ascoltarlo: https://open.spotify.com/album/0mtlF6ZV9HdhhcIhB7mnfC

Andrea Ferroni