Solo – Senor Markusen (2011)

Sono passati diversi anni dalla pubblicazione di questo album. 7 anni nel momento in cui scrivo questa recensione. Semplicemente un capolavoro. Un album che non ha perso splendore nel tempo, sufficientemente semplice da apprezzare ad un primo ascolto ma anche abbastanza complesso e ricco da non stancare nemmeno dopo moltissimi ascolti.
Senor Markusen (anche noto come Marcos Andreu) è un musicista spagnolo, poi trasferitosi a Berlino oltre ad aver visitato alcune comunità aborigene in Arnhem Land. Proprio per ciò potrete notare effetti e atmosfere tanto distanti, semplici riprese ambientali fondamentalmente slegati tra loro che dal lavoro stesso creando alcuni contrasti ma senza inquinare il cuore del progetto musicale.
Il didgeridoo è sempre molto presente, forte, potente, ritmato e ballabile. Eppure alcuni pattern di una semplicità sconvolgente, creano un groove che costringe a battere il piede anche alla persona più insensibile. Il tutto contornato ancora da percussioni e una batteria minimale che Marcos suona con un talento che vede pochi pari.
Suonatori di didgeridoo che suonino anche le percussioni al medesimo tempo ve ne sono parecchi, ma questo CD o ancora meglio lo spettacolo dal vivo va ben oltre. Non troverete un riff tal quale da inizio a fine traccia con soli di batteria, ma reali incastri a voltre cervellotici, ma fondamentalmente realizzati con un focus ben attento verso l’ascolto.
Lo stile, se volessimo inscriverlo in un genere, potrebbe essere una sorta di evoluzione dell’old school con qualche dettaglio preso in prestito dal tradizionale. E proprio ora che lo ascolto metre chiudo la recensione, ascolto la parte più minimale di questa opere e penso: provate voi a suonare un semplice toot in battere su 4/4 e accompagnarvi con delle clapstick e dando una simile energia alla vostra musica.
Se ci riuscite, fatemi sentire. Perchè i bei CD mi mancano.

Trovate il CD per l’ascolto gratuito su Bandcamp: https://senormarkusen.bandcamp.com/album/solo
Ma potete anche acquistare la versione reale con copertina in cartone.

Andrea Ferroni