WORKSHOP INTERMEDIO DI ANDREA FERRONI

Il workshop di 4 ore organizzato da Andrea Ferroni con l’aiuto dell’amico Ilario Vannucchi (per questa occasione in veste di organizzatore) si è rivelato molto esaustivo sia per i neofiti sia per chi è alle prime esperienze.

E’ stato un momento importante per l’incontro tra didjeriduisti

(alcuni dei quali iscritti a Yidaki forum), che in questo modo hanno potuto conoscersi e confrontarsi.

L’incontro è avvenuto presso la sede di un’associazione di Pessano già adibita a laboratori d’arte e laboratori musicali sito in Pessano con Bornago, dove lo stesso Vannucchi tiene dei corsi.

Un’esperienza importante in questi incontri è il confronto del proprio suono rispetto a quello altrui. In questo Ferroni è stato molto efficace dando in maniera approfondita tutte le informazioni sull’influenza della forma rispetto al suono emesso dallo strumento.

A conferma di ciò era sufficiente ascoltare i vari strumenti portati dai vari partecipanti (alcuni in teak, didjeribone, e alcuni didjeridoo windproject in legno ed altri in vetroresina): ogni strumento a parità di tonalità presenta caratteristiche differenti.

Questa particolarità è in realtà conosciuta dalla maggior parte dei suonatori, ma durante l’incontro è stato svelato un altro aspetto importante che riguarda il suono proprio di ogni suonatore; il suono non cambia solo da strumento a strumento ma anche da suonatore a suonatore.

Con questa premessa è stata affrontata una tecnica complicata chiamata “Wobble”, che di fatto risulta difficile da definire.

E’ stato comunque possibile esercitarsi tutti su questa tecnica mediante un semplice riff suggerito da Ferroni. A esaltare questa esperienza ha contribuito la richiesta di interazione con gli allievi, ovvero s’invitava questi ultimi a tentare di spiegare con parole proprie i vari “meccanismi” che si applicano ad esempio durante la respirazione circolare.

A tutti è sta posto l’invito a ricordarsi gli errori fatti nella giornata e di continuare con gli esercizi proposti. A proposito delle tecniche proposte, sono stati presi in esame principalmente due artisti: Charlie Mcmahon per il Wobble e Micheal Jackson per la respirazione sul toot e la tecnica del mounth drum. Gli artisti nominati in realtà sono stati molti di più ma approfondire le tecniche degli altri artisti non è stato possibile, anche considerando la “densità” delle informazioni elargite in quattro ore: Non ha caso alla domanda “Dubbi, perplesità?” nessuno proferiva parole; come già detto gli argomenti affrontati sono stati molti esaustivi.

A concludere l’evento Andrea a fornito a tutti i partecipanti delle copie omaggio del CD “Windproject 2008” e un’ottima jam con Ilario.

In seguito non è stato possibile fare altrettanto da parte dei partecipanti che arrivano da località differenti e lontane (c’era chi arrivava da Roma!).

Per chiudere questo riassunto sull’evento, la giornata si è dimostrata piena e rivelatrice, ed ha permesso di confrontarsi con altri didjeriduisti di pari capacità o meno (chi più capace in una tecnica, chi in un’altra) confermando la necessità di questo tipo di esperienze soprattutto se condotte con cognizione di causa.

Christian Muela http://www.christianmuela.it