LIBRO “IL VIAGGIO DI MAURO” DI ANNARITA COLA E ILARIO VANNUCCHI

Quando Andrea mi ha chiesto di fare la recensione del “Viaggio di Mauro” di Annarita Cole e Ilario Vannucchi ero indeciso se accettare o meno non essendo un critico letterario, poi dopo la lettura (tutta di un fiato come è mia abitudine) l’impegno mi è sembrato molto più facile di quanto credessi.

 

Il libro parte con una visione nettamente moderna, il protagonista è decisamente proiettato nel futuro lavorando per una ditta informatica, ma gli eventi che seguono tendono a trasportare Mauro nel passato del suo subconscio, un richiamo ancestrale che parte da dentro di lui e in parte generato dai problemi sul lavoro.

L’incontro con il didjeridu non è fortuito ma sicuramente già scritto nel suo destino, l’annientamento della persona non è da considerare tale ma piuttosto come una rinascita provocata dalle vibrazioni di questo strumento unite al richiamo misterioso che cresce dentro di lui.

Il distacco dall’amica del cuore e dalla famiglia avviene come in un sogno e la disillusione e il senso di colpa nei loro confronti è sopito dalla scoperta di una nuova strada seguita più per istinto che per ragione.

La storia è ambientata a Milano, ma a volte non sembra di essere in una metropoli ma negli spazi sconfinati dell’ Australia, da come il susseguirsi della storia, in poche righe riescono a catapultarti a migliaia di chilometri di distanza.

La ricerca è lunga e travagliata con alti e bassi inaspettati… se volete sapere come va a finire la ricerca di Mauro dovrete assolutamente leggere il libro!

A me è piaciuto molto e non dubito che piacerà anche a voi.

Fabio Baldrighi

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