DIDGE RADUNO ALL’AREA – CARUGATE MI

Domenica 14 maggio 2006 a Carugate, provincia di Milano, si è svolto un raduno di suonatori e appassionati di didgeridoo e percussioni.

Organizzatore dell’evento è stato Alessandro Baseggio, anch’egli grande amante del magico strumento australiano e anima del gruppo musicale locale Jaya Shanty.

 

La giornata è iniziata con un seminario teorico pratico di conoscenza del didgeridoo rivolto a persone curiose e inesperte.

Il workshop è stato condotto dal mitico Baseggio, il quale è riuscito ad attrarre l’attenzione e il desiderio di sperimentarsi con lo strumento da parte di un gruppo numeroso di persone, partendo dai primi rudimenti sulla respirazione circolare e nel portare a scoprire le svariate sonorità nascoste in un ramo d’albero.

Il locale che ha reso possibile l’evento è stato il Circolo Culturale Area; dove erano presenti un palco per le esibizioni dei vari musicisti, la postazione per l’addetto al mixer, zona bar e infine la galleria dei didge da dove spiccavano vari strumenti in mostra e in vendita (in particolare le creazioni in vetroresina di Andrea Ferroni, visibili anche da sito http://www.windproject.it ).

Era possibile anche ascoltare e acquistare diversi cd di didge-musica tra cui il nuovissimo “Oscillazioni sintetiche e vibrazioni organiche” di Dadadidj, Didjabout d’Ilario Vannucchi, musicista e webmaster del sito https://www.didgeridoo.it , la Compilation.Didgeridoo.it contenente una raccolta di brani di vari artisti italiani e il cd Mmp@pac dei Macadamia Musica Project, gruppo formato da didge e percussioni di cui fa parte anche Ilario e un altro gran suonatore, Cristian Pannega; infine erano presenti altri vari cd di musica realizzati da altri artisti europei.

Da segnalare il nuovissimo libro “The didgeridoo Discovery” scritto da Andrea Ferroni e Alberto Furlan e rivolto a tutti coloro in cerca di un metodo per imparare a suonare il didgeridoo.

La sera, verso le 20.30, è finalmente iniziato il tanto atteso concerto, che ha visto alternarsi sia artisti singoli, sia gruppi. Lo spettacolo è stato aperto da Martin, artista australiano con una lunga esperienza musicale, il quale ha preferito per un’esibizione di didgeridoo solo, trascinando il pubblico con le sue sonorità in stile tradizionale, senza particolari accompagnamenti musicali.

A seguire, sono saliti sul palco i Jaya Shanty, un sestetto composto da due didge-men (Baseggio e l’ottimo Tony), quattro percussionisti e, in via sperimentale, per l’occasione anche da un suonatore di flauto traverso e di un bassista cosi da variare le sonorità particolari offerte dal gruppo e per sperimentarne di nuove.

I Java Shanty hanno veramente mandato in delirio gli spettatori, facendoli ballare e raccogliendo scrosci di applausi per la loro esibizione.

Il flauto traverso dell’Angelo biondo è risultato uno strumento molto ben inserito nelle ritmiche del gruppo, così come il sitar. Alessandro, presentando il suo gruppo, aveva consigliato proprio di lasciarsi coinvolgere dalle loro note…e così è stato!

In seguito si sono avvicendati i Macadamia Music Project, che hanno snocciolato brani molto piacevoli e molto ritmati, in particolare 5 e 6, Ovetto, InDaHouse, The frog, Tuck, Il Mio Masta, Foresta, 9.

I Macadamia hanno utilizzato anche i clapstick e altre percussioni sonore, in particolare Ilario tanto da far pensare ad un vero e proprio maestro che dirigeva un’orchestra molto ben assortita.

Quasi tutti questi brani fanno parte della compilation PacinConcert (Ritmi africani e atmosfere australiane), che propone, come dice il titolo, una fusione tra sonorità differenti tra loro e appartenenti a culture altrettanto divergenti, ma che amalgamandosi insieme danno vita ad armonie e ritmi, propri di una ricerca in continuo divenire.

Terminato il tempo a disposizione per questo brillante quartetto, si è esibito, in versione nuova soprattutto per chi non l’ha mai ascoltato, un suonatore giovane ma molto preparato: Cristian Pannega il quale si è preso un suo spazio per suonare da solo e ha fatto sì che emergessero le sue qualità e potenzialità, sottolineando il gran miglioramento nelle sue capacità espressive con il didgeridoo.

Last but not least, nella scaletta dei concerti, è salito sul palco Andrea Ferroni, il quale ha presentato tutto il suo repertorio esibendosi anche con strumenti diversi dal didgeridoo: l’arpa vietnamita e il flauto armonico; quest’ultimo, in particolare, costruito di recente e proposto per l’occasione. Andrea, nei minuti a sua disposizione, ha presentato anche un brano composto da un artista tedesco, Ansgar Stein, riarrangiandolo con una diversa ritmica. Ferroni si è esibito singolarmente, optando, a seconda dei brani proposti, per uno strumento classico, oppure per il didgeribone: alcuni suoi brani erano cosi recenti da non essere ancora stati registrati.

In chiusura di concerto da segnalare il duo Ferroni-Pannega, un’intesa musicale nata per caso, ma che può portare solo buoni frutti.

In conclusione, si può solo affermare che, nonostante qualche problema relativo ai microfoni, al mixer e all’assenza momentanea del fonico, la serata è stata davvero ricca di note: quelle offerte dai musicisti presenti, che hanno “immerso” il pubblico in una carambola di emozioni di particolare intensità.

Sara Di Gioia